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Pubblico finalmente, a due mesi di distanza, la lettera in cui ho annunciato al Coordinatore di Sinistra Democratica di Roma le mie dimissioni da coordinatore del Circolo di Monte Mario.
a Massimo Cervellini
Coordinatore Sinistra Democratica di Roma
ai coordinatori e agli eletti di Sinistra Democratica nel XIX Municipio
Carissimi,
vi scrivo per comunicarti che ho rassegnato le dimissioni da coordinatore della Sinistra Democratica di Monte Mario, incarico che ricopro dal giugno dell'anno scorso per aver ricevuto da allora la stima e la fiducia di un gruppo di amici e compagni, per lo più giovani, concordi con me non solo e non tanto nel rifiuto della deriva reazionaria del Partito Democratico - che ci apparve fin da subito scontata - ma di più nell'esigenza di costruire quella unità della sinistra capace di determinare una novità nel panorama politico italiano, altrimenti incline alla celebrazione di un'unica idea della società, fondata sulla competizione, sulla guerra, sull'oscurantismo religioso, sulla violenza alle donne, insomma su quell'orribile Capitalismo che è la cifra dei nostri giorni.
Molta acqua intanto è passata sotto i ponti, e non tutta buona.
La Sinistra-L'Arcobaleno ha preso la luce e rappresenta oggi in una splendida quanto difficile campagna elettorale la più grande speranza di chi è alla ricerca, per necessità o virtù, di una valida alternativa al sistema dominante: tuttavia è ancora evidente un profilo identitario debole e, ciò che è peggio, incline a restare un meschino cartello elettorale.
Sinistra Democratica ha fatto la sua parte, spesso preziosa e fondamentale, sia ponendo costantemente all'ordine del giorno il tema della unità, sia lavorando per essa concretamente nei territori.
A Monte Mario all'inizio non ci credeva proprio nessuno, neanche io: nel congresso dei DS precedente all'ultimo, la sezione di zona su oltre 200 iscritti esprimeva 3 voti per la minoranza di sinistra e fuori di essa non esisteva nient'altro se non una modesta presenza di un paio di Verdi e di altrettanti Comunisti Italiani (ai quali bisognava riconoscere un coraggio da leoni). L'anno scorso invece i voti contro la maggioranza fassiniana erano stati 15 e alcuni di essi, tra cui il mio, si tradussero subito nell'avventurosa iniziativa di costituire un nuovo circolo. Pagandoci autonomamente l'affitto, insieme ai Verdi e ai Comunisti Italiani di Monte Mario, abbiamo realizzato quella piccola realtà di Via Angelo Fava 56 che è di fatto una delle prime case della Sinistra a Roma, avendo anche spesso ospitato i Coordinamenti di tutta la Sinistra del Municipio e avendo dato ad essi linfa attraverso gli ottimi rapporti intrecciati con il circolo territoriale di Rifondazione Comunista.
Io ho cercato di coinvolgere in un progetto innovativo soprattutto i giovani, iscritti e non iscritti, e sono contento che alcuni di questi rappresentino ad oggi non solo mani ma anche teste su cui contare per il futuro della sinistra. Penso dunque che con quest'ultima campagna elettorale, nella quale ovviamente sono impegnato full-time e ancora da coordinatore (i compagni mi hanno chiesto di congelare le dimissioni per tale periodo) il mio compito nel circolo territoriale possa e debba terminare.
Ringrazio di cuore i compagni che mi hanno accompagnato in questa esperienza, ovviamente più convinto che mai tanto della mia esigenza di continuare insieme a loro la ricerca culturale e politica della nuova sinistra, quanto della necessità di un forte impegno concreto da parte di ognuno in tal senso.
Saluti,
Giovanni Perrino
Roma 17 marzo 2008