dal Municipio Roma 19

16 febbraio 2008 14:07



Dai Territori, spesso figura fantomatica delle spesso inutili discussioni politiche della sinistra contemporanea, può venire una reale spinta alla riforma della politica nel senso della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e alla formazioni delle leggi? Oppure bisogna accontentarsi della ricerca di una buona amministrazione delle strade, dei parchi, delle scuole ecc.?
Qui sotto trovate un altro documento prodotto dalla sinistra arcobaleno del 19° Municipio e presentato in una assemblea pubblica tenutasi il 15 febbraio a Via della Lucchina (Ottavia). Si tratta ovviamente di un prodotto rozzo e inadeguato sia nella forma che nel contenuto, da sottoporre al massimo vaglio critico della cittadinanza, almeno nel caso che quest'ultima esista ancora.

Giovanni Perrino



LA SINISTRA L’ARCOBALENO



Partecipazione e Bilancio partecipato


La parola partecipazione in questi anni è stata fin troppo abusata, resa logora e troppo poco praticata.

Ciononostante il suo significato non può essere espunto da un programma di governo delle forze di sinistra di questo paese e soprattutto da forze che vogliono concorrere ad un governo locale, ossia la forma di rappresentanza più vicina ai cittadini.

Per rivitalizzare questo concetto è necessario declinarlo in modo nuovo e dargli concretezza attraverso prassi ed atti amministrativi che rendano realmente possibile per i cittadini influire nelle scelte che riguardano il proprio territorio.

Riteniamo indispensabile a questo fine che nei primi 100 giorni della prossima consiliatura si dia vita alla Casa del Municipio (prevista dalla ormai famosa delibera 57), affinché tutti i cittadini e le realtà organizzate siano in grado di prendere visione di tutti i progetti di trasformazione urbanistica e chiedere incontri, chiarimenti e quant’altro all’amministrazione.

Creare la casa del municipio significa innanzi tutto individuare un posto fisico dove questa avrà i suoi uffici, assegnare a questo progetto del personale che sia messo in condizione di accedere rapidamente agli atti amministrativi ed ai progetti e significa altresì destinare fondi affinché il Municipio possa dare la preventiva informazione ai cittadini circa i progetti che si avanzano nel territorio.

Deve essere inoltre rivisto il ruolo del delegato alla partecipazione, poiché il suo compito deve essere in modo chiaro rivolto oltre all’avvio dei processi partecipativi anche al raccordo tra l’istituzione municipale e le altre amministrazioni locali e centrali che sono direttamente responsabili di decisioni che ricadono sul territorio. Ciò che è impossibile per il singolo cittadino o per le associazioni, ovvero districarsi tra le varie competenze dei dipartimenti, in merito ad esempio ai P.d.z. oppure ai Piani di recupero urbano, deve diventare compito precipuo del delegato alla partecipazione che deve curare anche la realizzazione di tavoli partecipati ove siano presenti tutti gli attori.

Questo provvedimento da solo di certo non è sufficiente se non si riattiva l’idea di creare una nuova forma di democrazia, che non relega il ruolo dei cittadini a quello di semplici votanti ma che crede fermamente nella necessità di dotarsi in modo permanente degli strumenti che permettono un ascolto ed una codecisione tra amministratori ed “amministrati”. Per fare questo è necessario riprendere i progetti del cd. “nuovo municipio” che prevedeva, affianco alla consultazione permanente della comunità rispetto alle scelte sul territorio, anche un progetto formativo in collaborazione con enti e università per permettere ai cittadini di avere la padronanza degli strumenti e delle conoscenze necessarie per addivenire alle scelte.

Insomma e necessario immaginare il municipio come una comunità all’interno della quale la condivisione e la discussione sulle scelte diviene base di partenza per la creazione di una nuova forma di democrazia all’interno della quale si sviluppano reti e luoghi di solidarietà e cooperazione che si connettono con la complessità della società facendo proprio il motto pensare globalmente ed agire localmente.

Non va dimenticato in questo quadro la necessità che sin dal prossimo bilancio si vari la pratica del c.d. bilancio partecipato. Attraverso questo strumento i cittadini potranno prendere parte alle scelte del municipio. Con il bilancio partecipato attraverso l’interazione tra cittadini ed amministratori si enucleano i problemi più sentiti dalla cittadinanza, se ne stabilisce una gerarchia e si valuta la possibile copertura con i fondi disponibili. Questa pratica assieme alle altre proposte è necessaria per riavvicinare i cittadini alle istituzioni e per permettere una gestione del Municipio migliore e più rispondente alle esigenze reali del territorio.

Un altro documento sul quale si proverà e si verificherà la pratica partecipativa dovrà essere il Piano Regolatore Sociale, in quanto questo documento pluriennale che impegna buona parte delle risorse municipali non può essere redatto nel chiuso degli uffici e senza un reale dibattito pubblico con tutte le realtà esistenti sul territorio.

A chiusura di questa scheda dobbiamo sottolineare invece quello che non dovrà più accadere, non ammetteremo nella prossima consiliatura che si prendano decisioni come quelle sulla viabilità Torrevecchia/Pietro Maffi, nei modi con i quali sono state prese, senza l’ascolto dei cittadini e con dei “sotterfugi” di basso calibro. Questo non è accettabile e non dovrà più ripetersi.



Territorio, Mobilità, Ambiente


Roma ha finalmente, dopo 100 anni, un Piano Regolatore Generale votato dal Consiglio Comunale, ora si apre la fase, altrettanto importante, della gestione del piano. Si tratta di promuovere una soluzione di continuità con le pratiche derogatorie che hanno caratterizzato il passato anche recente della città. Si tratta di attuare le ispirazione di fondo del nuovo Piano: il riscatto delle periferie da luoghi esclusivamente dedicati alla residenza ed al commercio a città nella città in grado di promuovere promozione sociale, cultura, nuove identità positive, coesione ed inclusione; lo sviluppo della città da incardinare allo sviluppo delle infrastrutture della rete del ferro al fine garantire il diritto alla mobilità, la vivibilità dei quartieri, la qualità urbana e soprattutto ambientale; il diritto ad abitare da realizzarsi con il contrasto alle operazioni speculative sul patrimonio immobiliare e con una nuova edilizia popolare caratterizzata da qualità e servizi.

Nel 19° Municipio l’elemento preminente è costituito dallo straordinario patrimonio ambientale, dai parchi e dalle riserve naturali che possono e devono diventare un sistema che può e deve rappresentare il punto di forza di questo territorio. Nella gestione di questo complesso sistema ambientale sono da sperimentare forme avanzate di partecipazione e di partenariato tra soggetti istituzionali, sociali ed associativi. L’embrione costituito dall’accordo di partenariato per il Pineto promosso nel 2007 dal Municipio, al quale purtroppo non è stato dato il seguito dovuto, rappresenta un punto di partenza rispetto al quale andare avanti. In questo contesto ambientale è da valorizzare l’enorme potenziale rappresentato dall’uso agricolo del territorio a cominciare dalla definitiva realizzazione del Parco Agricolo Produttivo di Casal del Marmo. Senza dimenticare il parco dell’Insugherata altro polmone verde del nostro Municipio.

Le grandi trasformazioni previste nel nostro territorio: Centralità La Storta, Cittadella dello Sport, Torresina 2 e quanto previsto dagli interventi privati nei Piani di Recupero Urbano; devono essere condizionati dalla realizzazione contestuale delle infrastrutture per la mobilità con priorità agli interventi per lo sviluppo della mobilità collettiva pubblica. Sono realizzazioni strategiche per i nostri quartieri il prolungamento della Metro A almeno fino a Torrevecchia con la realizzazione del nodo di scambio, il potenziamento dell’esercizio della linea FR3 anche con la separazione del sevizio metropolitano da quello di collegamento con la provincia di Viterbo. Importanza irrinunciabile ricoprono: la realizzazione della Torrevechia bis (anche al fine di far tornare via Torrevecchia da una funzione più propria di strada di quartiere), il collegamento Palmarola – Ipogeo degli Ottavi, il collegamento della Torresina al GRA (uscita Casal del Marmo), il potenziamento della via Trionfale da Ipogeo degli Ottavi a via Taverna con la realizzazione di una corsia preferenziale per il trasporto pubblico da riconnettere fino al tratto esistente su via delle Medaglie d’Oro. Senza dimenticare l’attenzione verso le strade già esistenti , con rilievi puntuali e particolareggiati al fine di non avere più buche che possano creare disagio alla viabilità e alla sicurezza dei cittadini.

Bisogna rinnovare l’impegno per la riqualificazione del quartiere di Primavalle con l’attuazione delle opere previste dal Contratto di quartiere in particolare con la realizzazione del Polo Civico di via Borromeo e il recupero definitivo di via Gasparri e via Bembo. Per la manutenzione del patrimonio ATER nel suo complesso è inderogabile la riforma del vecchio istituto con il passaggio della proprietà al Comune di Roma.

Nuovo slancio va impresso all’attuazione dei Piani delle vecchie zone “O” e a quelli dei nuovi toponimi con certezza del diritto e riconoscimento adeguato del ruolo dei consorzi di autorecupero.

La rete del trasporto su gomma va razionalizzata e potenziata al fine di estendere la copertura e migliorare l’offerta del servizio sia nelle parti più consolidate sia in quelle più periferiche. Nelle fermate degli autobus sarà necessario installare panchine e pensiline così da renderle più accoglienti.

Nella prossima consigliatura l’impegno delle forze della sinistra dovrà caratterizzarsi per portare a termine il lavoro pianificazione, appena iniziato in questi quasi due anni, fino alla redazione della Carta delle Opportunità e delle Possibilità del Municipio.

La futura approvazione del Piano Particolareggiato del Traffico Urbano del 19° Municipio dovrà essere intesa come un primo importante passo di una rivoluzione del punto di vista dal quale guardare alla qualità urbana dei nostri quartieri, prima fra tutto è da affermare la qualità dei percorsi e degli spazi dedicati ai pedoni e quindi alla socialità.


Welfare Locale


Il lavoro e’ oggi una grande sfida che abbiamo come sinistra davanti a noi.

Un tema che dobbiamo riprendere con forza e rilanciare perché troppo spesso e’ stato messo da parte e in alcuni casi dimenticato. Oggi in Italia ogni sette ore un lavoratore muore. Perché di lavoro non si muoia più crediamo sia impellente una maggiore sicurezza sui posti di lavoro così da evitare incidenti che possano portare alla perdita di una vita. La sicurezza sul lavoro passa anche dalla riduzione della precarietà, essendo una delle cause che portano oggi molte donne e uomini all’incertezza della vita. Incertezza che porta all’impossibilita’ di stabilire un futuro sereno e con prospettive stabili. Crediamo e lo affermiamo senza tentennamenti che si debba stare assolutamente dalla parte di chi lavora, non possiamo essere equidistanti tra il mondo del lavoro e il mondo dell’impresa. Se lo fossimo non ci potremo definire di sinistra, e rischieremo di perdere la nostra identità.

E’ per questo che come sinistra ci batteremo, affinché sia risolta la questione della carenza del personale amministrativo e di quello del settore scolastico-educativo.



Scuola e Cultura


La scuola subisce ormai da troppi anni un attacco che come sinistra non possiamo accettare. La scuola, quella pubblica, non deve essere sottovalutata , perché rappresenta la più grande risorsa che i giovani hanno a disposizione per poter competere nel mondo globalizzato. Riteniamo che la scuola debba tornare ad avere un ruolo importante e formativo nella vita di ogni studente. Nella società in cui viviamo è quanto mai essenziale fornire un grado d’istruzione valido competitivo e soprattutto stimolante. E’ per questo che ci opporremo alle pratiche incentrate sulla razionalizzazione delle risorse, che non può tradursi solo nell’ampliamento del servizio tralasciando di conseguenza la qualità degli insegnamenti . Un esempio è quello che accade nei nidi, i quali vengono aperti ma con la riduzione del tempo educativo e di funzionamento dei servizi, costringendo così le famiglie a spostarsi verso i nidi privati o convenzionati che attuano un orario più lungo. Nella gestione della scuola accade anche che i lavoratori precari vengano utilizzati solo per coprire le malattie e i buchi d’organico.
La scuola non soffre solo dal punto di vista del lavoro, ma anche sul fronte delle infrastrutture. Molte scuole si presentano bisognose di manutenzione, anzi veri e propri interventi di ristrutturazione. Crediamo che debba essere aumentata l’unità tecnica che se ne occupa per riuscire a risolvere i piccoli problemi e le grandi emergenze. Pensiamo che si possa creare una consulta delle scuole per una messa in comune di risorse ed elaborazioni che veda il municipio come elemento di raccordo tra le varie istituzioni.

Anche la cultura rappresenta un punto importante del nostro programma. La carenza più grande e grave del nostro municipio è la mancanza di un teatro, di uno spazio gestito dal comune nel nostro municipio, che possa diventare un grande luogo di aggregazione e cultura per tutti. In relazione alla cultura pensiamo alla realizzazione della “consulta della cultura”. Un luogo dove portare proposte e dare visibilità alle realtà culturali territoriali, così da elaborare delle linee guida per una politica più vicina, che sappia ascoltare e analizzi i bisogni del territorio. In questa consulta si potrebbe poi sperimentare una parte del bilancio partecipato. All’interno del sito internet del municipio con un blog e una newsletter si potrebbe creare uno spazio per dare visibilità a tutto ciò che riguarda gli eventi culturali municipali. In questo progetto sono necessarie le scuole che al loro interno fanno molto, ma spesso non hanno le capacità per uscire dalle mura scolastiche.

Circoli Territoriali PRC-Se, SD, PDCI, Verdi del 19 Municipio

Gruppi Consiliari PRC-Se, SD, Verdi del 19 Municipio


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