Ciò che più mi sconcerta, personalmente, non è tanto la volontà ecclesiale di interferire nelle questioni dello Stato ( volontà che non esito a definire ontologica: chi conosce la storia sa che potere e religione hanno incrociato le proprie ragnatele in più di una occasione), quanto il silenzio assordante di cui è stato capace (oltre ogni più rosea previsione vaticana, immagino) il nascituro soggetto unitario a sinistra (fatte salve alcune sparute eccezioni, tra cui M. Smeriglio). Non parlo di silenzio in modo improprio: tutti abbiamo potuto ascoltare le sorprendenti affermazioni di Mussi e di Giordano, evidentemente pionieri blateranti di un laicismo senza coraggio; mi riferisco soprattutto al mutismo delle idee, all’incapacità di difendere e argomentare, di fronte al Potere, una delle istanze per la quale si è mobilitata parte del mondo scientifico: l’imprescindibile e assoluta indipendenza della cultura accademica da qualsivoglia ingerenza confessionale.
In questo fosco quadro, l’attacco indiscriminato di cui sono stati fatti oggetto i coraggiosi docenti e gli studenti de La Sapienza risulta tanto più incomprensibile perché non tiene conto di un principio fondante delle democrazie del mondo e che malauguratamente la stampa e la politica italiana hanno tralasciato: la libertà di manifestare pacificamente per difendere le proprie idee, soprattutto in considerazione del fatto che il dissenso non violento autorganizzato ad oggi è l’unico strumento democratico nelle mani e nelle teste di chi non dispone delle risorse economiche, mediatiche e di rappresentanza politica del potere.
VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!
PS: Nessuno ovviamente ha avuto l’onestà di ricordare che il Dalai Lama non è stato ricevuto dal Papa, da Napolitano e da Prodi….
PPS: Nessuno, ovviamente, ha ricordato che il Magnifico Rettore de “La Sapienza” è oggetto di un’indagine per abuso d’ufficio...
Antonia Falcone











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