La Sinistra che fa la cultura

17 gennaio 2008 15:43

Nel tempo in cui il dibattito politico, raccontato, interpretato e sviluppato dai mezzi di informazione di massa, si avvita intorno all'agenda del Palazzo dimostrando una mancanza di autonomia che al fondo significa incapacità di legame sociale, vuoto culturale e meschina autoreferenzailità, a Savona tre dei quattro partiti di quella sinistra che a livello nazionale richiama una esigenza di unità e rinnovamento, spesso contemporaneamente tradita sul piano locale e dell'azione concreta, mettono su l'organizzazione di una "Scuola della politica".

Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Comunisti italiani, insieme non solo e non tanto per rimarcare la necessità di presentarsi insieme alle elezioni, pena il rischio della scomparsa dalla scena istituzionale, ma per fare cultura, per interpretare con un'inevitabile sforzo comune l'attualità dei problemi, e per inserire le possibili soluzioni in un quadro di lungo periodo non sottoposto alla tanto in voga dittatura mediatica dell'Emergenza.
A me sembra una notizia bomba, da prima pagina, roba da far tornare un po' di ottimismo nella coscienza stanca dei delusi sostenitori de "la Sinistra-l'Arcobaleno".

Ecco il percorso formativo: 12 lezioni, tenute in gran parte da docenti universitari, ogni lunedì dall' 8 gennaio al 14 aprile prossimo, che verteranno sugli argomenti di attualità seguendo il motto "se ne parla quotidianamente, ma sappiamo veramente di cosa si parla?". Prima lezione: "Tangentopoli, Berlusconi e il berlusconismo", congiuntamente tenuta nella Sala Rossa del Comune dal docente di filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trieste Mauro Barberis e dal direttore di "Liberazione" Piero Sansonetti.
Però, mi direte, Savona non è Roma, e le proposte di una città così lontana dalla Capitale non hanno ricadute immediate sulle dinamiche politiche della Capitale. Bene...anzi, male! Dobbiamo allora fare la stessa cosa anche a Roma.
Io, che nella capitale vivo e faccio politica, di base, tra le fila della Sinistra Democratica, sto accarezzando appunto l'idea di avanzare la stessa proposta al prossimo appuntamento importante del Movimento romano, fissato come Conferenza di Organizzazione alla fine di Febbraio. Per almeno tre ragioni:

1) Perchè se la Sinistra non riparte dalla possibilità di costruire un linguaggio comune e diverso rispetto a quello imposto dal Pensiero Unico, dalla necessità naturale voluta dal luogo comune che questo sia il migliore dei mondi possibili, che il capitalismo sia l'economia, che la violenza sia la normalità dei rapporti umani, che la guerra sia l'inevitabile conseguenza del conflitto, ecc. ecc., non ci sarà mai realmente un processo di unità e di rinnovamento della Sinistra.

2) Perchè la cultura è la possibilità di ripensare profondamente questo stato di cose e di proporre il cambiamento.

3) Perchè un'iniziativa del genere costringerebbe ad interloquire, nella forma della rappresentazione ideale, con quella famosa sinistra diffusa e plurale che dovrebbe rappresentarsi nel nuovo soggetto unico.

Che ne dite?
Per intanto, da parte mia, tanti complimenti alla sinistra di Savona.

Giovanni Perrino - pubblicato da aprileonline

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