Dubbi passeggeri

5 gennaio 2008 20:08

Forse è colpa del Natale, del tradizionale raccoglimento familiare coatto e delle inevitabili indigestioni, se mi è venuto l’improvviso dubbio che la Sinistra-l’Arcobaleno sia realmente, o possa esserlo nell’immediato futuro, la risposta migliore alla crisi della sinistra, alla decadenza della democrazia occidentale, alle nuove dinamiche antipolitiche della classe dirigente italiana e (per non sentirci soli) europea.

Per uno come me, formato nel bene e nel male (siccome il panettone mi è andato di traverso dico più nel male che nel bene) nelle stanze dei partiti e, prima, delle associazioni impegnate socialmente, nel crogiuolo della lotta quotidiana dove l’azione domina l’intelletto per sottometterlo all’immediatezza del bisogno, è difficile fare espressamente riferimento alla categoria del dubbio, alla validità dello stesso per rinnovare i pensieri e le culture, per capire gli errori e talvolta gli orrori della storia collettiva e di quella personale. A volte, penso, il dubbio può essere una scusa per l’immobilità comoda dei pensatori di mestiere, e può diventare il tratto più evidente di una filosofia del fallimento e della condanna del cambiamento, così assumendo il valore di “sistema”. Però per me che non lo teorizzo né lo pratico per istintiva riluttanza (preferisco infatti essere tacciato di dogmatismo operaio più che di intellettualismo borghese, dato che di borghese non ho né la nascita né l’assimilazione a posteriori) il dubbio è uno stato di trance necessario, incomprimibile, molesto anche e soprattutto concreto, concreto fino all’estremo limite di una vita che rifiuta l’adagio del surrealismo d’accatto imposto con la televisione commerciale…e con la politica che ne consegue.
Non si tratta dunque di ripetere la semplice e esatta riflessione sulla globalizzazione capitalista che genera nuove servitù, e oppressioni e guerre, con un dissimulato tecnicismo che annulla la possibilità di esistere politicamente come identità contrapposte di sinistra e di destra; non si può cioè accontentarsi del bisogno materiale di reagire mettendo insieme ciò che è contro questo stato di cose; mi sembra di andare oltre, nella consapevolezza di una ricreazione della cultura della sinistra.
Mi sembra che non possiamo illuderci vicendevolmente con lo spettacolo dialettico che ruota attorno al concetto di essere partiti con il passo sbagliato: i modi, i tempi, i risultati, le sfide aperte, le crisi ideologiche e tutto ciò che ha vissuto nei giorni dell’8 e del 9 dicembre 2007 non è che una piccola parte del nostro problema e non è, neanche un po’, la soluzione.
L’idea di mettere insieme la sinistra che c’è, così com’è, con i matrimoni di convenienza e di opportunità, è sbagliata, radicalmente sbagliata.
…Andando a fare i regali, sono entrato in una piccola libreria di una cittadina del sud, appena aperta. Aveva la sala per i dibattiti: 3 sedie e un’atmosfera raccolta, come quella del Natale, come quella che dispone ad una nuova nascita. E nella fabbrica del Nord che sta per chiudere ci sono ormai pochi operai, alcuni dei quali muoiono bruciati, senza estintori, senza partito, senza sindacato. Eccole le immagini della sinistra, della mia sinistra...che contrastano con la realizzazione de La Sinistra- Arcobaleno. Ma forse è solo un dubbio, che sta sparendo con il panettone all’inizio del solito anno nuovo.

Giovanni Perrino

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