2 maggio 2008 14:37




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La Sinistra-L'arcobaleno

3,1% alla Camera

3,2% al Senato





Dimissioni..pre-elettorali

14:20


Pubblico finalmente, a due mesi di distanza, la lettera in cui ho annunciato al Coordinatore di Sinistra Democratica di Roma le mie dimissioni da coordinatore del Circolo di Monte Mario.


a Massimo Cervellini

Coordinatore Sinistra Democratica di Roma

ai coordinatori e agli eletti di Sinistra Democratica nel XIX Municipio

Carissimi,

vi scrivo per comunicarti che ho rassegnato le dimissioni da coordinatore della Sinistra Democratica di Monte Mario, incarico che ricopro dal giugno dell'anno scorso per aver ricevuto da allora la stima e la fiducia di un gruppo di amici e compagni, per lo più giovani, concordi con me non solo e non tanto nel rifiuto della deriva reazionaria del Partito Democratico - che ci apparve fin da subito scontata - ma di più nell'esigenza di costruire quella unità della sinistra capace di determinare una novità nel panorama politico italiano, altrimenti incline alla celebrazione di un'unica idea della società, fondata sulla competizione, sulla guerra, sull'oscurantismo religioso, sulla violenza alle donne, insomma su quell'orribile Capitalismo che è la cifra dei nostri giorni.
Molta acqua intanto è passata sotto i ponti, e non tutta buona.
La Sinistra-L'Arcobaleno ha preso la luce e rappresenta oggi in una splendida quanto difficile campagna elettorale la più grande speranza di chi è alla ricerca, per necessità o virtù, di una valida alternativa al sistema dominante: tuttavia è ancora evidente un profilo identitario debole e, ciò che è peggio, incline a restare un meschino cartello elettorale.
Sinistra Democratica ha fatto la sua parte, spesso preziosa e fondamentale, sia ponendo costantemente all'ordine del giorno il tema della unità, sia lavorando per essa concretamente nei territori.
A Monte Mario all'inizio non ci credeva proprio nessuno, neanche io: nel congresso dei DS precedente all'ultimo, la sezione di zona su oltre 200 iscritti esprimeva 3 voti per la minoranza di sinistra e fuori di essa non esisteva nient'altro se non una modesta presenza di un paio di Verdi e di altrettanti Comunisti Italiani (ai quali bisognava riconoscere un coraggio da leoni). L'anno scorso invece i voti contro la maggioranza fassiniana erano stati 15 e alcuni di essi, tra cui il mio, si tradussero subito nell'avventurosa iniziativa di costituire un nuovo circolo. Pagandoci autonomamente l'affitto, insieme ai Verdi e ai Comunisti Italiani di Monte Mario, abbiamo realizzato quella piccola realtà di Via Angelo Fava 56 che è di fatto una delle prime case della Sinistra a Roma, avendo anche spesso ospitato i Coordinamenti di tutta la Sinistra del Municipio e avendo dato ad essi linfa attraverso gli ottimi rapporti intrecciati con il circolo territoriale di Rifondazione Comunista.
Io ho cercato di coinvolgere in un progetto innovativo soprattutto i giovani, iscritti e non iscritti, e sono contento che alcuni di questi rappresentino ad oggi non solo mani ma anche teste su cui contare per il futuro della sinistra. Penso dunque che con quest'ultima campagna elettorale, nella quale ovviamente sono impegnato full-time e ancora da coordinatore (i compagni mi hanno chiesto di congelare le dimissioni per tale periodo) il mio compito nel circolo territoriale possa e debba terminare.
Ringrazio di cuore i compagni che mi hanno accompagnato in questa esperienza, ovviamente più convinto che mai tanto della mia esigenza di continuare insieme a loro la ricerca culturale e politica della nuova sinistra, quanto della necessità di un forte impegno concreto da parte di ognuno in tal senso.

Saluti,

Giovanni Perrino

Roma 17 marzo 2008

S.A. nel 19°...e un grazie a Valerio

23 aprile 2008 14:51



Ecco i risultati della lista Sinistra-Arcobaleno nel Municipio 19, considerando solo un livello di preferenze significativo.


Claudio Ortale 411

Marco Venanzi 227

Federico Falcolini 220

Ivan Errani 140

Valerio Timperi 97

Massimo Paolicelli 97

Francesca Caprioli 88

Vania Mancini 73

Valter Saporiti 73

Il candidato del Circolo di Sinistra Democratica Monte Mario, Valerio Timperi, è 5° con 97 voti, appaiato con il rappresentante dei Verdi (Paolicelli) e abbastanza sopra a quello dei Comunisti Italiani (Saporiti). Davanti a lui gli altri esponenti della Sinistra Democratica: Errani del circolo di Primavalle, appoggiato anche dal Consigliere uscente Fausto Carano; e Falcolini del circolo di Balduina, capolista e Presidente uscente del Consiglio Municipale. Al secondo posto troviamo invece Venanzi del circolo di Rifondazione del Quartuccio, e al primo, unico eletto, Claudio Ortale, Consigliere uscente e candidato del circolo di Rifondazione di Primavalle.

Si tratta, per il circolo, di un risultato importante, sia perché ottenuto con un lavoro di appena qualche mese di campagna elettorale – essendosi costituiti nel giugno dello scorso anno, dopo che la locale sezione dei Democratici di Sinistra si era pressochè totalmente trasformata in quella del Partito Democratico – sia perché si poteva contare su forze estremamente limitate – gli iscritti non non si contano fino a dieci – e extra-istituzionali. Forse è dunque la dimostrazione della possibiltà di una nuova realtà alternativa, e ugualmente funzionante, della politica: non più prerogativa di forze che possono intessere legami tra eletti ed elettori, ma sperimentazione di rapporti aperti, non gerarchici e fondati sulla esigenza della condivisione, del confronto, pure del conflitto, e talvolta perfino dell’identificazione.

Valerio ha saputo mettere a frutto tutte le qualità che si richiedono ad un giovane ventiduenne che guarda alla politica per dare senso alla propria esistenza: la passione, la freschezza di idee e di studi, la capacità di immergersi a capofitto nell’impresa. A lui va la gratituidine e l’apprezzamento del circolo di Monte Mario, convinto che anche la notte più buia non è mai completamente nera.

No al Voto Disgiunto

13 aprile 2008 22:42





Ti chiediamo di appoggiare insieme a noi la riconferma di Fabio Lazzara alla presidenza del XIX Municipio, e la candidatura di Francesco Rutelli a Sindaco di Roma.

Nonostante, infatti, la diversità che si è manifestata sul piano nazionale all’interno del centrosinistra, tra la Sinistra e le forze moderate e centriste raccolte insieme nel Partito Democratico (e che hanno portato, non certo per causa nostra, alla fine dell’esperienza pure disastrosa del governo Prodi e alla conseguente separazione elettorale) siamo convinti che sul piano locale si possa continuare l’esperienza di governo comune.
Andare separati nelle elezioni nazionali e uniti in quelle locali non rappresenta una contraddizione, perché se nel primo caso è necessaria una scelta strategica che tenga in piedi una sinistra di alternativa ad un sistema capitalistico in crisi strutturale, nel secondo caso è altrettanto necessaria una scelta che aiuti concretamente i cittadini più esposti ai rischi della povertà e del disagio sociale con un’azione efficace che controbilanci gli effetti di disuguaglianza prodotti dal mercato.
Non ricorrere dunque al voto disgiunto, né al Municipio, né al Comune: vai sempre sul sicuro e VOTA “LA SINISTRA-L’ARCOBALENO”

Fai una scelta di parte...anche a Roma

4 aprile 2008 14:25


Carissima/o,

in questi giorni di intensa campagna elettorale sono in tanti i partiti a chiederti il voto per il rinnovamento del Parlamento della Repubblica, per il Comune di Roma e per il Municipio, dato che ormai incalzano le elezioni del 13 e 14 aprile .
Noi di Sinistra Democratica però non siamo come gli altri, perchè non siamo un partito ma un Movimento nato dalle ceneri dei DEMOCRATICI DI SINISTRA per rinnovare profondamente la politica e contribuire a far nascere una sinistra forte e unita in Italia, dove questa rischia di scomparire insieme ai diritti delle persone.
Ci siamo caratterizzati soprattutto per la lotta contro il precariato e per l'attuazione dei DICO (cioè del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto anche omosessuali), per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro e per sostenere i valori della pace e della non-violenza: ma i risultati concreti tardano ad arrivare.
Per questo abbiamo bisogno ora non solo del tuo voto ma del tuo interesse e della tua partecipazione. Per questo abbiamo candidato due ottimi rappresentanti della sinistra - al Comune di Roma Massimo Cervellini e al 19° Municipio Valerio Timperi - che ti chiediamo di sostenere.
Cordialmente,

il circolo di Sinistra Democratica di Monte Mario



Laicità! Laicità! Laicità!

3 aprile 2008 20:13

Riceviamo da Claudio Bocci, per conto dell'associazione altrevie
e pubblichiamo insieme all'adesione del nostro candidato al Municipio 19 Valerio Timperi


APPELLO AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

DI ROMA

PER

NUOVI SERVIZI alla CITTADINANZA



La condizione imprescindibile perché i cittadini vedano pienamente riconosciuti i loro diritti in una comunità nella quale convivono sempre più differenti orientamenti culturali, politici e religiosi, è il rispetto della laicità delle Istituzioni, voluto dalla Costituzione, e il carattere universale dei servizi offerti dai Municipi.

Per questo, i sotto elencati candidati alle elezioni Municipali di Roma

si impegnano

una volta eletti, nello spirito di laicità delle istituzioni, a proporre e sostenere, nel proprio territorio, tutte le azioni utili per la creazione di nuovi servizi a favore dei cittadini, quali:

  • un registro per le ultime volontà di vita (testamento biologico, cremazione e spargimento delle ceneri, donazione di organi, forme di esequie funebri, ecc.)

  • un registro per le unioni civili

  • uno spazio decoroso per la celebrazione dei matrimoni civili

  • un luogo decoroso per il commiato laico

  • promozione della formazione civica e della cultura della laicità nei centri di aggregazione sociale del Municipio e con iniziative autonome in collaborazione con le scuola




Salve,
mi chiamo Valerio Timperi e sono candidato al municipio XIX per la Sinistra-l'Arcobaleno. Dopo aver letto letto l'appello per i nuovi servizi alla cittadinanza, vi aderisco convintamente, poichè credo molto in quello che c'è scritto e nella necessità di fare una battaglia di civiltà che contrasti la deriva conservatrice ormai sempre più grave. Le forze laiche e progressiste devono farsi sentire unite per non lasciare che la loro voce venga soffocata.
Cordiali saluti,

Valerio Timperi

La sinistra per la Conoscenza

27 marzo 2008 17:10

Un'iniziativa organizzata dal gruppo federato de La Sinistra-L'Arcobaleno per proporre la centralità del rapporto tra politica e cultura nella costruzione del nuovo soggetto unitario...
È almeno certamente indicativa della nostra diversità di approccio alla campagna elettorale.



Le mie proposte per il 19° Municipio

18 marzo 2008 14:44


Bike sharing

Il bike sharing (traducibile come "condivisione della bicicletta") è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione delle autorità, solitamente i Comuni, che intendono ridurre i problemi derivanti dalla congestione del traffico veicolare e il correlato inquinamento. In Italia questo strumento sta iniziando lentamente a diffondersi. Tra le esperienze maggiormente significative, c'è quella di Bari, il cui servizio è gestito tramite un sistema elettronico che consente ai cittadini muniti di apposita smart card di prendere in carico le biciclette condivise. Altre esperienze significative si hanno nelle città di Bologna, Milano, Torino, Reggio Emilia, Parma, Novara e alcuni comuni della Provincia di Torino e Cuneo. Entro la primavera del 2008 verrà introdotto il bike sharing a Roma, con 250 biciclette dislocate nei luoghi più frequentati del centro, come ad esempio Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Campo dei Fiori e Fontana di Trevi. Tra le iniziative di maggior successo di questo tipo nel resto dell'Europa vi è il Vélib' la rete del bike sharing a Parigi. Credo che anche nel nostro municipio debba esistere il bike sharing. Ritengo che l’installazione di parcheggi per biciclette sia molto utile vicino alle stazioni della FR3, così chi arriva avrà la possibilità di muoversi agevolmente e in libertà. I parcheggi per biciclette potrebbero utilizzare uno spazio delle stazioni o prevedere l’uso di spazi interni che giacciono senza utilizzo. In particolare nella stazione di Monte Mario per il parcheggio delle biciclette si potrebbe utilizzare una piccola parte del parcheggio utilizzato dalle macchine tra Piazza de Sanctis e Via Eugenio Tanzi.

Sostegno all’arte di strada

L’arte di strada è sicuramente più conosciuta con il termine “street art”, dato dai media di diffusione di massa. Questa forma di arte si manifesta spesso nei luoghi pubblici con le tecniche più disparate: spray,sticker art, stencil. La Street art viene spesso associata ad atti di vandalismo, poiché molto spesso vengono utilizzati come supporti espressivi mezzi pubblici o edifici d’interesse storico e artistico. In generale i writers più vicini ad un serio lavoro di ricerca artistica considerano tali atti deprecabili, dimostrando nella loro scelta del supporto per la pittura una maggiore responsabilità e consapevolezza.
Ogni artista che pratica Street Art ha le proprie motivazioni personali.
L'artista non vuole imporre il suo nome, ma intende creare un'opera d'arte che si contestualizzi nello spazio che la circonda, creando un impatto e interagendo con un pubblico diversificato, che peraltro non ha scelto di visionare l'opera. Alcuni la praticano come forma di sovversione, di critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze; altri più semplicemente vedono le città come un posto in cui poter esporre le proprie creazioni e in cui esprimere la propria arte.
Tramite le sue influenze sulle arti visive, ha una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea, come nel campo della grafica pubblicitaria e nelle campagne di marketing. Nel nostro municipio si dovrà decidere di lasciare a disposizione dei writers dei supporti per la loro arte per esempio le stazioni della FR3, si può realizzare questo progetto attraverso dei bandi municipali.

Skate park

Lo skate park è un centro ricreativo moderno e polifunzionale, una struttura sportiva per il tempo libero in particolare per i ragazzi e i giovani del nostro Municipio che amano lo skate, i roller e le Bmx .
Uno dei migliori esempi di skate park ai quali ispirarsi è lo skate park di Lugano. La struttura è partecipata e riscuote molto successo. Non solo, le vasche ed i corridoi sono stati decorati
con graffiti colorati da giovani artisti di Lugano. Altro esempio di skate park è quello presente ad Ostia, The Spot, un luogo modernissimo e sicuro.
Le strutture per questo sport riconosciuto dal CONI, in Italia sono scarse e rare. Credo quindi sia importante portare anche nel nostro Municipio uno skate park. Un luogo ideale potrebbe essere nel parcheggio adiacente i capolinea degli autobus vicino la stazione FR3 a Monte Mario.

Consiglio municipale dei giovani

Creare il municipio e la città del domani è compito di tutti i giovani. E’ per questo che porterò avanti l’idea del consiglio municipale dei giovani. Un luogo che possa favorire il dialogo tra i giovani residenti nel municipio tra i 16 e i 25 anni. Il consiglio municipale dei giovani sarà un luogo di dibattito, di scambio e di produzione di progetti collettivi. Il consiglio e le commissioni tematiche che saranno create, avranno come compito quello di creare una piattaforma giovanile nel nostro municipio. L’assemblea avrà come compito quello di reperire e dibattere delle questioni che riguardano i giovani. La composizione non dovrà superare i 20 membri di coloro che hanno fatto domanda di candidatura per partecipare a questo percorso. Si verrà designati per un anno al consiglio e si può essere candidati per tre volte di seguito. I membri dovranno partecipare ai lavori e ad ogni assemblea, contribuire alla qualità e alla serenità dei dibattiti, avere una partecipazione dinamica per contribuire con le proprie proposizioni. L’assemblea si riunirà ogni tre mesi, dopo un lavoro in gruppi organizzati attorno a delle commissioni tematiche. Al fine di non escludere i giovani che non sono inseriti nei venti membri dell’assemblea, si organizzeranno una serie di dibattiti, di atelier e di forum di quartiere. Il delegato alle politiche giovanili avrà l’incarico ogni tre mesi di convocare l’assemblea e allo stesso tempo seguire i lavori che si portano avanti. Sarà importante portare avanti questo progetto cosicché i giovani possano esprimersi, discutere e decidere in maniera libera e partecipata.


Santa Maria della Pietà

Il complesso del Santa Maria della Pietà rappresenta per il nostro territorio una grande risorsa, che purtroppo per logiche di potere rischia di cadere nella logica perversa dello sfruttamento. E’ per questo che io in prima persona e tutta la Sinistra-Arcobaleno, porteremo avanti il riutilizzo culturale e sociale del complesso. Vogliamo anche che questo processo non sia deciso solo dalle istituzioni, ma che avvenga attraverso una partecipazione vera attraverso dibattiti,tavoli di lavoro tra cittadini, enti ed associazioni del territorio. Non si può più ripetere ciò che è avvenuto con il Protocollo d’Intesa siglato il 18 aprile 2007. Protocollo molto dirigista che esemplificava perfettamente il metodo di prendere decisioni dall’alto senza la partecipazione dei cittadini. Come prima cosa quindi bisogna attivare un processo partecipato e che nessun atto di vendita o alienazione dei padiglioni potrà essere effettuato ad di fuori dei processi partecipativi.
Credo anche che la componente sanitaria deve essere marginale, un no convinto alla riproposizioni di logiche manicomiali, è per questo che le strutture psichiatriche destinate alla malattia cronica e alla sanità residenziale devono essere spostate dal Santa Maria della Pietà. Sarà importante poter pedonalizzare il complesso e tutelare il parco impedendo spartizioni che possano danneggiarlo. L’introduzione dell’accesso a Roma Wireless, darà la testimonianza di come si potrà navigare a contatto con la natura.

Lazzara per forza?

9 marzo 2008 16:22

Pubblichiamo una lettera del Coordinamento della Sinistra-L'Arcobaleno del XIX Municipio indirizzata a quel tavolo cittadino della Coalizione di Centrosinistra sul quale si stanno concludendo gli accordi per la presentazione dei candidati e dei programmi nelle elezioni del 13 e 14 aprile prossimo, elezioni che a Roma riguarderanno anche i 19 municipi in cui è articolato il Comune.
Nonostante il carattere obbligatoriamente modesto e compromissorio, i partiti del territorio intendono recuperare con tale documento quella fiducia dei cittadini ormai devastata dagli anni di cattiva amministrazione di Lazzara

Al Segretario del Partito della Rifondazione Comunista

On. Massimiliano Smeriglio


Al Presidente dei Verdi di Roma

Riccardo Mastrorillo


Al Segretario del partito dei Comunisti Italiani

On. Fabio Nobile


Al Coordinatore di Sinistra Democratica a Roma

On. Massimo Cervellini


LORO SEDI


Cari compagni,


i circoli dei partiti della sinistra del XIX Municipio ritengono necessario sottoporre alla vostra attenzione, ai fini della discussione sul tavolo cittadino, una valutazione in merito alla riconferma della candidatura del presidente uscente, Fabio Lazzara, nelle prossime elezioni amministrative.


Dopo circa due anni di governo municipale guidato da Fabio Lazzara constatiamo che tra i partiti della coalizione, le realtà associative presenti nel territori e, soprattutto, tra i cittadini del Municipio Roma 19, si registra una insoddisfazione diffusa ed è per questo che siamo convinti che la scelta di riconfermare la candidatura del presidente uscente sia un grave errore politico.


Pur comprendendo i fragili equilibri sui quali si muove un tavolo cittadino, crediamo sia doveroso da parte nostra, in quanto compagni impegnati nel territorio, rappresentare queste problematiche che, se sottovalutate, rischiano di mettere seriamente in discussione l’esito stesso delle elezioni.


La situazione nel nostro Municipio ha pochi eguali sul territorio cittadino ed è per questo che riteniamo necessario uno sforzo particolare da parte vostra nella ricerca di una possibile alternativa.


Il nostro Municipio ha sofferto per l’inadeguatezza dell’approccio politico-culturale-metodologico del Presidente, poco incline al dialogo, al confronto ed ancor meno alla tanto auspicata partecipazione non solo dei cittadini ma anche dei partiti della sua stessa coalizione.


Questo è un tratto strutturale e non contingente e non consente quindi di sperare in una possibile futura soluzione.


Come militanti dei partiti e movimenti della sinistra del XIX Municipio ci stiamo confrontando da mesi, anche anticipando scelte di carattere più centrale, per avviare quel percorso unitario, difficile ma necessario, che si sta pian piano delineando.

Abbiamo avviato un delicato lavoro di confronto e di ricerca di condivisione contemperando due criteri: un’azione autonoma delle strutture territoriali che rappresentiamo ed il rispetto di un più ampio progetto nazionale.


L’impegno del lavoro dei compagni nei territori è un valore aggiunto per tutti senza il quale la sinistra non ha un futuro.

Un segnale di discontinuità politica apprezzabile sarebbe quindi quello di non dover subire scelte non modificabili ed a noi estranee.

È importante che anche su questo terreno la “Sinistra-Arcobaleno” esprima la propria diversità e discontinuità.


Aspettiamo da voi un cenno di riscontro e vi salutiamo augurandovi buon lavoro.


Roma, 26 febbraio 2008


dal Municipio Roma 19

16 febbraio 2008 14:07



Dai Territori, spesso figura fantomatica delle spesso inutili discussioni politiche della sinistra contemporanea, può venire una reale spinta alla riforma della politica nel senso della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e alla formazioni delle leggi? Oppure bisogna accontentarsi della ricerca di una buona amministrazione delle strade, dei parchi, delle scuole ecc.?
Qui sotto trovate un altro documento prodotto dalla sinistra arcobaleno del 19° Municipio e presentato in una assemblea pubblica tenutasi il 15 febbraio a Via della Lucchina (Ottavia). Si tratta ovviamente di un prodotto rozzo e inadeguato sia nella forma che nel contenuto, da sottoporre al massimo vaglio critico della cittadinanza, almeno nel caso che quest'ultima esista ancora.

Giovanni Perrino



LA SINISTRA L’ARCOBALENO



Partecipazione e Bilancio partecipato


La parola partecipazione in questi anni è stata fin troppo abusata, resa logora e troppo poco praticata.

Ciononostante il suo significato non può essere espunto da un programma di governo delle forze di sinistra di questo paese e soprattutto da forze che vogliono concorrere ad un governo locale, ossia la forma di rappresentanza più vicina ai cittadini.

Per rivitalizzare questo concetto è necessario declinarlo in modo nuovo e dargli concretezza attraverso prassi ed atti amministrativi che rendano realmente possibile per i cittadini influire nelle scelte che riguardano il proprio territorio.

Riteniamo indispensabile a questo fine che nei primi 100 giorni della prossima consiliatura si dia vita alla Casa del Municipio (prevista dalla ormai famosa delibera 57), affinché tutti i cittadini e le realtà organizzate siano in grado di prendere visione di tutti i progetti di trasformazione urbanistica e chiedere incontri, chiarimenti e quant’altro all’amministrazione.

Creare la casa del municipio significa innanzi tutto individuare un posto fisico dove questa avrà i suoi uffici, assegnare a questo progetto del personale che sia messo in condizione di accedere rapidamente agli atti amministrativi ed ai progetti e significa altresì destinare fondi affinché il Municipio possa dare la preventiva informazione ai cittadini circa i progetti che si avanzano nel territorio.

Deve essere inoltre rivisto il ruolo del delegato alla partecipazione, poiché il suo compito deve essere in modo chiaro rivolto oltre all’avvio dei processi partecipativi anche al raccordo tra l’istituzione municipale e le altre amministrazioni locali e centrali che sono direttamente responsabili di decisioni che ricadono sul territorio. Ciò che è impossibile per il singolo cittadino o per le associazioni, ovvero districarsi tra le varie competenze dei dipartimenti, in merito ad esempio ai P.d.z. oppure ai Piani di recupero urbano, deve diventare compito precipuo del delegato alla partecipazione che deve curare anche la realizzazione di tavoli partecipati ove siano presenti tutti gli attori.

Questo provvedimento da solo di certo non è sufficiente se non si riattiva l’idea di creare una nuova forma di democrazia, che non relega il ruolo dei cittadini a quello di semplici votanti ma che crede fermamente nella necessità di dotarsi in modo permanente degli strumenti che permettono un ascolto ed una codecisione tra amministratori ed “amministrati”. Per fare questo è necessario riprendere i progetti del cd. “nuovo municipio” che prevedeva, affianco alla consultazione permanente della comunità rispetto alle scelte sul territorio, anche un progetto formativo in collaborazione con enti e università per permettere ai cittadini di avere la padronanza degli strumenti e delle conoscenze necessarie per addivenire alle scelte.

Insomma e necessario immaginare il municipio come una comunità all’interno della quale la condivisione e la discussione sulle scelte diviene base di partenza per la creazione di una nuova forma di democrazia all’interno della quale si sviluppano reti e luoghi di solidarietà e cooperazione che si connettono con la complessità della società facendo proprio il motto pensare globalmente ed agire localmente.

Non va dimenticato in questo quadro la necessità che sin dal prossimo bilancio si vari la pratica del c.d. bilancio partecipato. Attraverso questo strumento i cittadini potranno prendere parte alle scelte del municipio. Con il bilancio partecipato attraverso l’interazione tra cittadini ed amministratori si enucleano i problemi più sentiti dalla cittadinanza, se ne stabilisce una gerarchia e si valuta la possibile copertura con i fondi disponibili. Questa pratica assieme alle altre proposte è necessaria per riavvicinare i cittadini alle istituzioni e per permettere una gestione del Municipio migliore e più rispondente alle esigenze reali del territorio.

Un altro documento sul quale si proverà e si verificherà la pratica partecipativa dovrà essere il Piano Regolatore Sociale, in quanto questo documento pluriennale che impegna buona parte delle risorse municipali non può essere redatto nel chiuso degli uffici e senza un reale dibattito pubblico con tutte le realtà esistenti sul territorio.

A chiusura di questa scheda dobbiamo sottolineare invece quello che non dovrà più accadere, non ammetteremo nella prossima consiliatura che si prendano decisioni come quelle sulla viabilità Torrevecchia/Pietro Maffi, nei modi con i quali sono state prese, senza l’ascolto dei cittadini e con dei “sotterfugi” di basso calibro. Questo non è accettabile e non dovrà più ripetersi.



Territorio, Mobilità, Ambiente


Roma ha finalmente, dopo 100 anni, un Piano Regolatore Generale votato dal Consiglio Comunale, ora si apre la fase, altrettanto importante, della gestione del piano. Si tratta di promuovere una soluzione di continuità con le pratiche derogatorie che hanno caratterizzato il passato anche recente della città. Si tratta di attuare le ispirazione di fondo del nuovo Piano: il riscatto delle periferie da luoghi esclusivamente dedicati alla residenza ed al commercio a città nella città in grado di promuovere promozione sociale, cultura, nuove identità positive, coesione ed inclusione; lo sviluppo della città da incardinare allo sviluppo delle infrastrutture della rete del ferro al fine garantire il diritto alla mobilità, la vivibilità dei quartieri, la qualità urbana e soprattutto ambientale; il diritto ad abitare da realizzarsi con il contrasto alle operazioni speculative sul patrimonio immobiliare e con una nuova edilizia popolare caratterizzata da qualità e servizi.

Nel 19° Municipio l’elemento preminente è costituito dallo straordinario patrimonio ambientale, dai parchi e dalle riserve naturali che possono e devono diventare un sistema che può e deve rappresentare il punto di forza di questo territorio. Nella gestione di questo complesso sistema ambientale sono da sperimentare forme avanzate di partecipazione e di partenariato tra soggetti istituzionali, sociali ed associativi. L’embrione costituito dall’accordo di partenariato per il Pineto promosso nel 2007 dal Municipio, al quale purtroppo non è stato dato il seguito dovuto, rappresenta un punto di partenza rispetto al quale andare avanti. In questo contesto ambientale è da valorizzare l’enorme potenziale rappresentato dall’uso agricolo del territorio a cominciare dalla definitiva realizzazione del Parco Agricolo Produttivo di Casal del Marmo. Senza dimenticare il parco dell’Insugherata altro polmone verde del nostro Municipio.

Le grandi trasformazioni previste nel nostro territorio: Centralità La Storta, Cittadella dello Sport, Torresina 2 e quanto previsto dagli interventi privati nei Piani di Recupero Urbano; devono essere condizionati dalla realizzazione contestuale delle infrastrutture per la mobilità con priorità agli interventi per lo sviluppo della mobilità collettiva pubblica. Sono realizzazioni strategiche per i nostri quartieri il prolungamento della Metro A almeno fino a Torrevecchia con la realizzazione del nodo di scambio, il potenziamento dell’esercizio della linea FR3 anche con la separazione del sevizio metropolitano da quello di collegamento con la provincia di Viterbo. Importanza irrinunciabile ricoprono: la realizzazione della Torrevechia bis (anche al fine di far tornare via Torrevecchia da una funzione più propria di strada di quartiere), il collegamento Palmarola – Ipogeo degli Ottavi, il collegamento della Torresina al GRA (uscita Casal del Marmo), il potenziamento della via Trionfale da Ipogeo degli Ottavi a via Taverna con la realizzazione di una corsia preferenziale per il trasporto pubblico da riconnettere fino al tratto esistente su via delle Medaglie d’Oro. Senza dimenticare l’attenzione verso le strade già esistenti , con rilievi puntuali e particolareggiati al fine di non avere più buche che possano creare disagio alla viabilità e alla sicurezza dei cittadini.

Bisogna rinnovare l’impegno per la riqualificazione del quartiere di Primavalle con l’attuazione delle opere previste dal Contratto di quartiere in particolare con la realizzazione del Polo Civico di via Borromeo e il recupero definitivo di via Gasparri e via Bembo. Per la manutenzione del patrimonio ATER nel suo complesso è inderogabile la riforma del vecchio istituto con il passaggio della proprietà al Comune di Roma.

Nuovo slancio va impresso all’attuazione dei Piani delle vecchie zone “O” e a quelli dei nuovi toponimi con certezza del diritto e riconoscimento adeguato del ruolo dei consorzi di autorecupero.

La rete del trasporto su gomma va razionalizzata e potenziata al fine di estendere la copertura e migliorare l’offerta del servizio sia nelle parti più consolidate sia in quelle più periferiche. Nelle fermate degli autobus sarà necessario installare panchine e pensiline così da renderle più accoglienti.

Nella prossima consigliatura l’impegno delle forze della sinistra dovrà caratterizzarsi per portare a termine il lavoro pianificazione, appena iniziato in questi quasi due anni, fino alla redazione della Carta delle Opportunità e delle Possibilità del Municipio.

La futura approvazione del Piano Particolareggiato del Traffico Urbano del 19° Municipio dovrà essere intesa come un primo importante passo di una rivoluzione del punto di vista dal quale guardare alla qualità urbana dei nostri quartieri, prima fra tutto è da affermare la qualità dei percorsi e degli spazi dedicati ai pedoni e quindi alla socialità.


Welfare Locale


Il lavoro e’ oggi una grande sfida che abbiamo come sinistra davanti a noi.

Un tema che dobbiamo riprendere con forza e rilanciare perché troppo spesso e’ stato messo da parte e in alcuni casi dimenticato. Oggi in Italia ogni sette ore un lavoratore muore. Perché di lavoro non si muoia più crediamo sia impellente una maggiore sicurezza sui posti di lavoro così da evitare incidenti che possano portare alla perdita di una vita. La sicurezza sul lavoro passa anche dalla riduzione della precarietà, essendo una delle cause che portano oggi molte donne e uomini all’incertezza della vita. Incertezza che porta all’impossibilita’ di stabilire un futuro sereno e con prospettive stabili. Crediamo e lo affermiamo senza tentennamenti che si debba stare assolutamente dalla parte di chi lavora, non possiamo essere equidistanti tra il mondo del lavoro e il mondo dell’impresa. Se lo fossimo non ci potremo definire di sinistra, e rischieremo di perdere la nostra identità.

E’ per questo che come sinistra ci batteremo, affinché sia risolta la questione della carenza del personale amministrativo e di quello del settore scolastico-educativo.



Scuola e Cultura


La scuola subisce ormai da troppi anni un attacco che come sinistra non possiamo accettare. La scuola, quella pubblica, non deve essere sottovalutata , perché rappresenta la più grande risorsa che i giovani hanno a disposizione per poter competere nel mondo globalizzato. Riteniamo che la scuola debba tornare ad avere un ruolo importante e formativo nella vita di ogni studente. Nella società in cui viviamo è quanto mai essenziale fornire un grado d’istruzione valido competitivo e soprattutto stimolante. E’ per questo che ci opporremo alle pratiche incentrate sulla razionalizzazione delle risorse, che non può tradursi solo nell’ampliamento del servizio tralasciando di conseguenza la qualità degli insegnamenti . Un esempio è quello che accade nei nidi, i quali vengono aperti ma con la riduzione del tempo educativo e di funzionamento dei servizi, costringendo così le famiglie a spostarsi verso i nidi privati o convenzionati che attuano un orario più lungo. Nella gestione della scuola accade anche che i lavoratori precari vengano utilizzati solo per coprire le malattie e i buchi d’organico.
La scuola non soffre solo dal punto di vista del lavoro, ma anche sul fronte delle infrastrutture. Molte scuole si presentano bisognose di manutenzione, anzi veri e propri interventi di ristrutturazione. Crediamo che debba essere aumentata l’unità tecnica che se ne occupa per riuscire a risolvere i piccoli problemi e le grandi emergenze. Pensiamo che si possa creare una consulta delle scuole per una messa in comune di risorse ed elaborazioni che veda il municipio come elemento di raccordo tra le varie istituzioni.

Anche la cultura rappresenta un punto importante del nostro programma. La carenza più grande e grave del nostro municipio è la mancanza di un teatro, di uno spazio gestito dal comune nel nostro municipio, che possa diventare un grande luogo di aggregazione e cultura per tutti. In relazione alla cultura pensiamo alla realizzazione della “consulta della cultura”. Un luogo dove portare proposte e dare visibilità alle realtà culturali territoriali, così da elaborare delle linee guida per una politica più vicina, che sappia ascoltare e analizzi i bisogni del territorio. In questa consulta si potrebbe poi sperimentare una parte del bilancio partecipato. All’interno del sito internet del municipio con un blog e una newsletter si potrebbe creare uno spazio per dare visibilità a tutto ciò che riguarda gli eventi culturali municipali. In questo progetto sono necessarie le scuole che al loro interno fanno molto, ma spesso non hanno le capacità per uscire dalle mura scolastiche.

Circoli Territoriali PRC-Se, SD, PDCI, Verdi del 19 Municipio

Gruppi Consiliari PRC-Se, SD, Verdi del 19 Municipio


Festa-Concerto Sinistra-Arcobaleno

15 febbraio 2008 12:17


video di max paiella al v-day di Roma

Per "la Sinistra-l'Arcobaleno"

6 febbraio 2008 12:13

Potere o Libertà

3 febbraio 2008 17:28



Dogmi, rivoluzioni, ideologie...parole e fatti storici nel cui calderone tutto può essere riversato e compreso. Tre sono le parole a fare da sfondo alla storia: libertà,uguaglianza,fraternità, nate come codificazione ufficiale durante la rivoluzione francese(ma aspirazioni proprie dell’uomo da tempi immemorabili) e chiamate in causa a difesa di questa o quella ideologia,puntualmente fallita o resa sterile da giochi di potere sempre imperanti. Potere: ecco l’unica pragmaticità concettualmente nascosta e la forza di gravità che attrae tutti verso il basso e pochi verso l’olimpo. L’aspirazione continua al potere ha mistificato le spinte rivoluzionarie e appiattito l’essere umano in dinamiche misere e intellettualmente frustanti. Ricominciare dall’Idea, un’idea che faccia da collegamento tra l’astrazione filosofico-intellettuale (necessaria,ma non sufficiente) e la possibilità concreta di un miglioramento esistenziale. A fare da ponte tra questi due fattori inscindibili sono stati nel tempo totem,religioni, politica e psicanalisi, tutte dittature che hanno spogliato e ancora spogliano l’uomo della sua dignità perché cercano fuori dall’essere umano tutto ciò che Egli conserva dentro di sé: la Libertà.

Antonia Falcone

Proposte per il riutilizzo dell'ex manicomio Santa Maria della Pietà

26 gennaio 2008 18:54

Il cammino dell'unità a sinistra è difficile, specialmente a livello locale, dove gli interessi particolaristici dei quattro partiti spesso si manifestano con più virulenza che sul piano nazionale; dove un processo di rinnovamento non solo dei contenuti ma delle forme della politica si scontra immediatamente con gli istinti conservativi degli eletti nei municipi, nei comuni, nelle province, i quali rispondono quasi sempre solo agli interessi dei loro pochi elettori; dove il silenzio dei mezzi di informazione di massa è il complice più importante della trasformazione della politica in affare privato, tanto quanto lo è la sovraesposizione televisiva dei leader nazionali; dove l'ignoranza della classe dirigente è un dato di fatto talmente evidente da non poter essere neanche più censurabile; dove le dispute urbanistiche diventano questioni di vita e di morte, manco si parlasse dell'aborto, della eutanasia, della guerra in Iraq; dove, dove, dove, dove...

Io non credo che il 19° Municipio di Roma faccia eccezione..io non vedo per la verità in Italia molte eccezioni: qui come altrove si può fare qualcosa..però io spero di fare sempre di più e magari anche qualcos'altro.

Oggi vi presento il documento concordato da SD, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista sul riuso dell'ex istituto manicomiale Santa Maria della Pietà e presentato alle realtà associative e territoriali in un iniziativa pubblica il 25 gennaio 2008


Giovanni Perrino



Proposte per il riutilizzo del Santa Maria della Pietà

Parlare di Santa Maria della Pietà vuol dire, prima di tutto, parlare dell’ex “manicomio” di Roma e del suo superamento, frutto di una stagione di riforme di affermazione di diritti e civiltà che non può essere messa in discussione. Vuol dire parlare della restituzione alla cultura della città di un luogo che ha significato la sofferenza e la segregazione.

Il complesso del Santa Maria della Pietà indicato nel Nuovo Piano Regolatore come centralità urbana rappresenta, poi, l’unica centralità completamente pubblica di tutto il territorio cittadino ed è l’unica centralità che non prevede cubature, cioè in cui il valore urbano è dato dal riuso della struttura preesistente, fatto inedito nell’urbanistica romana.

Ma è da ben prima che la mobilitazione di una parte consistente della società civile, affiancando l’attenzione, talvolta contraddittoria, delle istituzioni e del mondo politico, culturale e scientifico ha posto con forza la questione del riuso del Santa Maria della Pietà promuovendo da almeno dodici anni un duro dibattito e delle iniziative il cui carattere è stato partecipativo, non violento, conflittuale.

Secondo noi la destinazione a fini culturali, formativi, sociali del Santa Maria della Pietà è un passo fondamentale per garantirne un uso che tenga conto del suo significato storico; che si opponga ad ogni riproposizione, anche solo simbolica, delle logiche manicomiali e che tenga conto (sia sul piano materiale che su quello culturale) delle istanze dei soggetti che hanno subito ma anche trasformato la realtà manicomiale, a partire dai pazienti, dai familiari, dagli operatori.

Data l’importanza della questione del complesso e la realizzazione di un tavolo partecipato, così recitava il programma municipale dell’Unione “Orgogliosi di Esseri Romani”: “Questo tavolo deve vedere coinvolte le istituzioni pubbliche interessate, quali il Comune e il XIX Municipio, la Provincia, la Regione, le forze politiche, oltre all’Università e alle principali associazioni, con particolare attenzione a quelle che operano nel campo della salute mentale, che si sono impegnate sul tema, e a quelle che hanno già presentato progetti e percorsi di riutilizzo. Le forze politiche dell’Unione del XIX Municipio ritengono essenziale il coinvolgimento delle realtà sociali locali che hanno investito impegno ed energie nell’elaborazione di progetti, nella promozione di iniziative e nella vera e propria resistenza ai processi disgreganti e devastanti portati avanti dalla giunta Storace”.

E ancora “attorno a questo tavolo, nel rispetto delle differenti identità, istanze ed autonomie di tutti i soggetti interessati, le realtà sociali, culturali e politiche operanti nel territorio dovranno avere piena legittimità nel concorrere a definire le soluzioni più opportune” .

Riteniamo che, al contrario di quanto dichiarato, vi sia stata un’impostazione dirigista, a tratti arrogante, che non ha creato un vero tavolo partecipato e trasparente ma che ha offuscato una visione unitaria, necessaria per realizzare la così detta centralità urbana, elemento cardine della riqualificazione del nostro quadrante e dell’intera città. Inoltre il tavolo partecipato, dopo la sottoscrizione del Protocollo (ASL, Comune, Regione, Municipio, Università) è stato reso un’operazione di “cosmesi partecipativa” visto che lo stesso Protocollo definiva l’utilizzo di ciascuno dei padiglioni e veniva utilizzato immediatamente in termini operativi (vedi localizzazione del centro per malati in coma prolungato al Padiglione 12) suscitando irritazione e delusione in gran parte dei cittadini del municipio.

Sempre nel programma veniva scritto : “è da escludere un’utilizzazione di tipo prevalentemente sanitario. Ciò non significa che, nell’ambito della discussione partecipata, non si possa decidere di man­tenere alcuni servizi utili al territorio. Tuttavia la componente sanitaria del progetto di riuso deve essere assoluta­mente marginale. Le strutture psichiatriche, comunque devono essere spostate dal Santa Maria della Pietà, così come quelle destinate alla malattia cronica o alla sanità residenziale.

Il Protocollo che destina più della metà degli edifici del comprensorio Santa Maria della Pietà a strutture sanitarie anche psichiatriche e residenziali, ci vede totalmente contrari e in opposizione con questa decisione.

Riteniamo che vada fortemente ridimensionata la presenza della ASL nel comprensorio, con uno sforzo comune dei vari soggetti istituzionali. Sforzo finalizzato all’individuazione di spazi esterni al Santa Maria della Pietà per ospitare i servizi della ASL, ovviamente, senza alcuna penalizzazione degli utenti, anzi, realizzando un maggiore decentramento di servizi dell’area di competenza della ASL in zone del municipio oggi servite in modo inadeguato. Va a questo proposito ricordato che la presenza della ASL non è un dato originario, negli ultimi anni vi è stato un orientamento alla sanitarizzazione del comprensorio da parte della regione guidata dalla destra di Storace, ed allora fortemente criticata dal Centrosinistra all’opposizione. La collocazione del Santa Maria della Pietà, inoltre, molto prossima al San Filippo Neri non rappresenta nessun valore aggiunto per servizi che possono e debbono essere potenziati presso quest’ultima azienda ospedaliera.

E soprattutto, i servizi di salute mentale, devono, coerentemente alla legge Basaglia, vedere un incremento delle risorse disponibili ed un decentramento nel territorio.

Per decidere il futuro del Comprensorio, senza mortificare le ragioni di quanti si sono battuti per la sua salvaguardia dagli appetiti speculativi, e noi siamo stati in prima fila, e senza svuotare di significato parole come partecipazione, è necessaria oggi una moratoria che riporti il Protocollo ad una dimensione indicativa e non vincolante da porre a base del processo partecipativo.

Nessun atto di alienazione di padiglioni o di trasferimento di funzioni nelle stesse è sostenibile se si vuole dare una concretezza ai processi partecipativi. Occorre ricordare che la credibilità di questi è stata già fortemente minata dalla mancata discussione della Delibera di iniziativa popolare che i soggetti che avrebbero poi dato vita all’esperienza dell’associazione Ex-lavanderia insieme ad un nutrito cartello di forze sociali e politiche hanno presentato con 9.000 sottoscrizioni e che in spregio allo Statuto del Comune di Roma non è stata mai messa in discussione.

Pensiamo inoltre che una futura vendita o affitto, da parte della Regione Lazio di alcuni padiglioni, debba essere in linea con il progetto del Santa Maria della Pietà. Se dovessero finire nelle mani di attività imprenditoriali per nulla compatibili con il comprensorio, il danno sarebbe molto grave. Per evitare che questa situazione si verifichi, vogliamo maggior chiarezza e l’assicurazione che ciò non avvenga.

La nostra proposta rinnova una tesi non nuova e condivisa a suo tempo anche da quanti hanno oggi primarie responsabilità di governo nel territorio è quella di destinare i padiglioni suddividendoli secondo i seguenti indirizzi:

  • spazi, pari a non meno di un terzo del comprensorio, dedicati alla cultura ed alla socialità di valenza cittadina per la libera espressione artistica e recuperando le proposte del Coordinamento Città Ideale e delle realtà che hanno proseguito la battaglia in quel solco: la creazione del Museo dell’Agro romano, l’assegnazione del pad.31 all’Associazione “Ex-lavanderia” su cui vi è tra gli altri anche un impegno del Consiglio Comunale con la mozione approvata il 7 febbraio 2005, la creazione di una Casa delle associazioni del territorio e la Casa del Municipio per la partecipazione, l’assegnazione del pad.41 alla Falegnameria che da anni vi opera e che rappresenta un’esperienza di recupero ed integrazione sociale riuscita, la realizzazione in 3 o 4 padiglioni di Ostelli per il turismo giovanile e sociale, già realizzati con i fondi del Giubileo e distrutti dalla Giunta Storace (tra le proteste e le prese di posizione indignate del Centrosinistra di Comune e Regione), il potenziamento del Museo della Mente già ospitato in un padiglione e del Centro studi sul disagio mentale;

  • gli otto padiglioni all’Università che devono determinare ricadute culturali e sociali positive per il territorio, in pratica, un modello opposto a quello che ha caratterizzato il rapporto tra “La Sapienza” e il III Municipio;

  • la definizione dell’allocazione del Municipio XIX, (quest’ultimo è attualmente collocato all’interno su tre padiglioni 29-30-32 con la previsione di assegnazione in affitto di un quarto padiglione, il 41, insufficiente a completarne lo spostamento). Anche in questo caso recuperiamo proposte già elaborate nel recente passato e rilanciamo l’idea di collocare la sede del Municipio nel pad. 26 con l’abbattimento, dal significativo valore simbolico, del muro ai lati delle attuali entrate e la creazione di una piazza pedonalizzata davanti al Municipio, alle spalle del quale si aprirebbe il parco.

Il Parco andrà comunque preservato nella sua unitarietà impedendo spartizioni tra diversi soggetti. La cura dell’area dovrà essere lasciata alla tutela del servizio giardini del Comune e si dovrà provvedere, senza ulteriori indugi, alla pedonalizzazione dell’intero complesso così da permettere l’istituzione della navetta che renda a tutti gli effetti ancora più vivibile il parco del Santa Maria della Pietà, una vera e propria risorsa ambientale per tutto il quartiere. In tal senso è da garantire, nell’immediato, la sistemazione funzionale definitiva dell’area di parcheggio adiacente a Via Vinci, con l’utilizzo dello stanziamento effettuato dalla Provincia.

Infine va messa immediatamente a tema, contestualmente al progetto di destinazione del Santa Maria della Pietà l’utilizzazione delle aree esterne al Comprensorio sulle quali vi è stata un’importante battaglia contro l’edificazione in sede di realizzazione del Nuovo Piano Regolatore, e vi è stata la conferma della volontà di non consentire edificazioni anche nel Protocollo d’intesa. Ciò deve avvenire attraverso la promozione del Parco agro-economico di Casal del Marmo.

Pensiamo inoltre che il complesso possa essere uno dei luoghi di accesso a Roma Wireless, così da dimostrare come ecologia e sviluppo possano coesistere in una cornice come quella del parco del S.Maria della Pietà.

Questi sono i progetti che la Sinistra del Municipio XIX ritiene i migliori ed i più praticabili per il futuro del S.Maria della Pietà e per i cittadini che ne potranno fruire, per questi progetti ci batteremo e su questi rilanceremo la nostra iniziativa politica.

Solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere

20 gennaio 2008 16:05




Dopo l'aggressione mediatica nei confronti degli scienziati e degli studenti che hanno inteso manifestare il loro giusto dissenso rispetto alla sciagurata decisione, presa dal rettore della Sapienza Guarini per avvantaggiare i propri meschini interessi personali, di fare della
inaugurazione dell'anno accademico uno dei tanti luoghi di omelia papale; e dopo le stupefacenti dichiarazioni del ministro Mussi (nonchè responsabile politico di Sinistra Democratica) che prendono di mira il bersaglio sbagliato, così mettendo a repentaglio la stessa consistenza politica della ricerca dell'unità della sinistra, sottoscrivo e invito a sottoscrivere l'appello che pubblico qui sotto.

Giovanni Perrino (coordinatore SD Monte Mario)

A: Presidente della Repubblica Italiana Napolitano, Rettore della Sapienza Guarini

Esprimiamo la nostra piena solidarietà e la nostra gratitudine ai docenti firmatari dell'appello affinché la partecipazione di Papa Benedetto XVI all'inaugurazione dell'anno accademico venisse annullata.

Apprezziamo la sensibilità del Papa per aver declinato l'invito; non altrettanto si puo` dire del Rettore Renato Guarini, che si è mostrato inadatto al ruolo che ricopre, incapace di tutelare la laicità dell'Università e il dialogo universale. Inadempiente alle sue responsabilità di garante, ha posto i firmatari del suddetto appello nella scomoda posizione di dover supplire ai compiti di garanzia che gli sarebbero stati propri e determinato una spiacevolissima situazione.

Siamo inoltre stupiti ed amareggiati per la superficialità con cui esponenti politici e istituzionali di primo piano, tra cui dispiace in particolar modo dover annoverare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Ministro dell'Università Fabio Mussi, si sono uniti al linciaggio morale cui i firmatari dell'appello sono stati e sono tuttora sottoposti.

Infine, ci dichiariamo esterrefatti dalla devastante superficialità ed incompetenza di gran parte della stampa, che si è lanciata alla ricerca dello scoop nel migliore dei casi, o della strumentalizzazione politica nel piu` frequente. In particolare, è stato completamente stravolto il significato dell'appello, non certo inteso a tacitare una voce e a impedire il dialogo e il confronto, ma a tutelare il profondo significato storico e morale dell'inaugurazione dell'anno accademico, la piu` solenne cerimonia accademica, nella quale l'università celebra la libertà del sapere universale, idealmente libera da qualunque condizionamento e patronato.

per sottoscrivere vai qui

Vuoto pneumatico...a proposito di carenze ideologiche

17 gennaio 2008 16:02


A fronte della più che ghiotta occasione di manifestare la propria superiorità ideologica, forte della capacità di rovesciare socraticamente i termini della questione grazie anche ad una più che manifesta connivenza mediatica (Chiesa tollerante e aperta al dialogo, laici oscurantisti), certo (purtroppo) di ottenere la reverenza di quasi tutto il mondo politico-istituzionale italico, il papa ha, ancora una volta, fatto Politica, dettando l’agenda del dibattito pubblico, come negli ultimi tempi accade di continuo sotto gli occhi distratti (?) di chi guida il paese. Tutta la vicenda, depurata dal relativismo di stampo destroide (bastava guardare il TG 2 di ieri sera), evidenzia chiaramente lo stato comatoso in cui versa il principio della laicità nel nostro paese.

Ciò che più mi sconcerta, personalmente, non è tanto la volontà ecclesiale di interferire nelle questioni dello Stato ( volontà che non esito a definire ontologica: chi conosce la storia sa che potere e religione hanno incrociato le proprie ragnatele in più di una occasione), quanto il silenzio assordante di cui è stato capace (oltre ogni più rosea previsione vaticana, immagino) il nascituro soggetto unitario a sinistra (fatte salve alcune sparute eccezioni, tra cui M. Smeriglio). Non parlo di silenzio in modo improprio: tutti abbiamo potuto ascoltare le sorprendenti affermazioni di Mussi e di Giordano, evidentemente pionieri blateranti di un laicismo senza coraggio; mi riferisco soprattutto al mutismo delle idee, all’incapacità di difendere e argomentare, di fronte al Potere, una delle istanze per la quale si è mobilitata parte del mondo scientifico: l’imprescindibile e assoluta indipendenza della cultura accademica da qualsivoglia ingerenza confessionale.

In questo fosco quadro, l’attacco indiscriminato di cui sono stati fatti oggetto i coraggiosi docenti e gli studenti de La Sapienza risulta tanto più incomprensibile perché non tiene conto di un principio fondante delle democrazie del mondo e che malauguratamente la stampa e la politica italiana hanno tralasciato: la libertà di manifestare pacificamente per difendere le proprie idee, soprattutto in considerazione del fatto che il dissenso non violento autorganizzato ad oggi è l’unico strumento democratico nelle mani e nelle teste di chi non dispone delle risorse economiche, mediatiche e di rappresentanza politica del potere.

VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

PS: Nessuno ovviamente ha avuto l’onestà di ricordare che il Dalai Lama non è stato ricevuto dal Papa, da Napolitano e da Prodi….

PPS: Nessuno, ovviamente, ha ricordato che il Magnifico Rettore de “La Sapienza” è oggetto di un’indagine per abuso d’ufficio...

Antonia Falcone


La Sinistra che fa la cultura

15:43

Nel tempo in cui il dibattito politico, raccontato, interpretato e sviluppato dai mezzi di informazione di massa, si avvita intorno all'agenda del Palazzo dimostrando una mancanza di autonomia che al fondo significa incapacità di legame sociale, vuoto culturale e meschina autoreferenzailità, a Savona tre dei quattro partiti di quella sinistra che a livello nazionale richiama una esigenza di unità e rinnovamento, spesso contemporaneamente tradita sul piano locale e dell'azione concreta, mettono su l'organizzazione di una "Scuola della politica".

Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Comunisti italiani, insieme non solo e non tanto per rimarcare la necessità di presentarsi insieme alle elezioni, pena il rischio della scomparsa dalla scena istituzionale, ma per fare cultura, per interpretare con un'inevitabile sforzo comune l'attualità dei problemi, e per inserire le possibili soluzioni in un quadro di lungo periodo non sottoposto alla tanto in voga dittatura mediatica dell'Emergenza.
A me sembra una notizia bomba, da prima pagina, roba da far tornare un po' di ottimismo nella coscienza stanca dei delusi sostenitori de "la Sinistra-l'Arcobaleno".

Ecco il percorso formativo: 12 lezioni, tenute in gran parte da docenti universitari, ogni lunedì dall' 8 gennaio al 14 aprile prossimo, che verteranno sugli argomenti di attualità seguendo il motto "se ne parla quotidianamente, ma sappiamo veramente di cosa si parla?". Prima lezione: "Tangentopoli, Berlusconi e il berlusconismo", congiuntamente tenuta nella Sala Rossa del Comune dal docente di filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trieste Mauro Barberis e dal direttore di "Liberazione" Piero Sansonetti.
Però, mi direte, Savona non è Roma, e le proposte di una città così lontana dalla Capitale non hanno ricadute immediate sulle dinamiche politiche della Capitale. Bene...anzi, male! Dobbiamo allora fare la stessa cosa anche a Roma.
Io, che nella capitale vivo e faccio politica, di base, tra le fila della Sinistra Democratica, sto accarezzando appunto l'idea di avanzare la stessa proposta al prossimo appuntamento importante del Movimento romano, fissato come Conferenza di Organizzazione alla fine di Febbraio. Per almeno tre ragioni:

1) Perchè se la Sinistra non riparte dalla possibilità di costruire un linguaggio comune e diverso rispetto a quello imposto dal Pensiero Unico, dalla necessità naturale voluta dal luogo comune che questo sia il migliore dei mondi possibili, che il capitalismo sia l'economia, che la violenza sia la normalità dei rapporti umani, che la guerra sia l'inevitabile conseguenza del conflitto, ecc. ecc., non ci sarà mai realmente un processo di unità e di rinnovamento della Sinistra.

2) Perchè la cultura è la possibilità di ripensare profondamente questo stato di cose e di proporre il cambiamento.

3) Perchè un'iniziativa del genere costringerebbe ad interloquire, nella forma della rappresentazione ideale, con quella famosa sinistra diffusa e plurale che dovrebbe rappresentarsi nel nuovo soggetto unico.

Che ne dite?
Per intanto, da parte mia, tanti complimenti alla sinistra di Savona.

Giovanni Perrino - pubblicato da aprileonline

LE RECENSIONI DI BIBI: THE TRUMAN SHOW

11 gennaio 2008 19:26


di Peter Weir

"Siamo veramente stanchi di vedere attori che ci danno false emozioni, esauriti da spettacoli pirotecnici a effetti speciali. Anche se il mondo in cui si muove è in effetti per certi versi fittizio, simulato, non troverete nulla in Truman che non sia veritiero, non c'è copione, non esistono copie, non sarà sempre Shakespeare ma è autentico, è la sua vita..."



Truman, inconsapevole protagonista di uno show in onda 24ore su 24, vive in un mondo manipolato da una grande emittente televisiva. Un uomo comune, egli è costretto a rappresentare uno spiraglio di genuinità all'interno della Tv, tanto da divenire icona pressocchè sacrale e modello da imitare per tutti i telespettatori. Brillante rappresentazione del mondo dello spettacolo è anche una cruda analisi della contemporaneità. La maniera di vivere del giovane e tutto ciò che lui è divenuto con il passare degli anni è frutto di un freddo calcolo del regista e non dipende dalla sua volontà; la venerazione per Truman, dovuta all'indentificazione della gente in lui, è una strumentalizzazione della vita umana volta al raggiungimento di interessi puramente economici. Inoltre il grande affetto che la gente sembra mostrare nei confronti di quest'uomo cela in realtà dietro di se un egoismo intrinseco che conduce la stessa gente, falsamente ingenua, a non pensare alla prigione in cui in realtà si svolge la vita di Truman, ormai chiusa in una monotonia scossa solo da eventi progettati in base alle esigenze del telespettatore.

Insomma Truman è intrappolato in una "non-vita".

Il film denuncia, in maniera originale e intelligente, il troppo materialismo che alle soglie del nuovo secolo fa da padrone ad un mondo ormai corrotto: si farebbe di tutto, anche violentare moralmente la vita di qualcun'altro deturpandone addirittura l'aspetto affettivo (finzione della morte del padre, allontanamento dall'unica donna mai amata...), pur di trarne un vantaggio, per la maggior parte dei casi, di tipo economico.

A contribuire al peggioramento di questa realtà è proprio il mezzo televisivo, o più in generale i mass media, che corrompono le anime provocando una crisi dei valori.

Chiave di volta di tutto il film è la scena finale in cui, su uno sfondo che pare etereo, Truman finalmente trova la via d'uscita; è in questo momento che per la prima volta il regista si fa sentire dal protagonista del suo show facendo leva sulle sue paure e insicurezze per spingerlo a non scegliere la libertà. Mentre da una parte questo atteggiamento mostra una grande meschinità, dall'altra parte il regista lascia aperto uno spiraglio di speranza: la gente capisce che il meglio per Truman è la libertà.

Film ben fatto dal punto di vista della regia con un Jim Carrey magistrale.

Roberta Falcone